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giovedì 20 aprile 2017

ADOTTIAMO UN CUCCIOLO? TANTI BENEFICI PER I NOSTRI BAMBINI



State valutando se far entrare o meno un cucciolo nella vostra famiglia? Ecco alcuni buoni motivi per farlo, soprattutto se avete bambini! Eh si, crescere con gli animali domestici può essere estremamente benefico per i bambini.
C'è stata una crescente quantità di ricerche negli ultimi anni sull’influenza che gli animali possano avere sulla vita di un bambino, e ci sono anche prove che dimostrano che i bambini con disturbi emotivi, sociali, di apprendimento o di comportamento possono beneficiare enormemente dalla presenza e dell'interazione con un pet.
Si pensa infatti che gli animali domestici possano ridurre lo stress, insegnare ad essere più responsabili e possano anche fornire supporto emotivo, aumentare la sicurezza, oppure aumentare la tranquillità.

martedì 11 aprile 2017

ANSIA E DEPRESSIONE? ECCO 5 MODI DI PENSARE CHE NON VI PERMETTONO DI STARE MEGLIO



La maggior parte delle persone che soffrono di ansia, depressione o altre problematiche psicologiche tendono ancora a provare imbarazzo e a nascondere le proprie difficoltà, senza chiedere aiuto e questo modo di pensare danneggia ancora di più.

Qui ho elencato 5 comportamenti tipici, che ho riscontrato molto spesso nei miei pazienti :

1. Pensare in termini assoluti
Spesso, le persone che soffrono pensano in bianco o nero, non considerando eventuali aree in mezzo. O sei sano o sei malato. Ma in realtà, anche se in questo momento non ti senti mentalmente nella tua forma migliore, non significa assolutamente il doversi identificare con la malattia mentale. Più ci si identifica con quella condizione, più questa vi caricherà emotivamente.


2. Pensare che non ci sarà mai una soluzione oppure rischiare di impazzire
Molte persone che soffrono di ansia o depressione credono che rimarranno bloccati in questo abisso per sempre, senza essere in grado di risalire. Ma è proprio il pensare in questo modo che vi fa rimanere bloccati. Stare meglio è possibile, ma bisogna prima volerlo ed essere convinti di potercela fare. Bisogna avere tutta la motivazione necessaria per riprendere il controllo della propria vita.
Basta non rinunciare a se stessi, perché voi valete qualsiasi  sforzo necessario per arrivare dove volete.

venerdì 19 febbraio 2016

ATTACCHI DI PANICO: QUALI SONO I SINTOMI?



Un attacco di panico è un periodo di paura o disagio intensi, tipicamente con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai trenta minuti. I sintomi, che si sviluppano improvvisamente e raggiungono il picco nel giro di 10 minuti, includono:

  • sensazione di soffocamento o asfissia
  • tachicardia
  • tremore
  • sudorazione
  • nausea
  • vertigini
  • iperventilazione
  • parestesie (sensazione di formicolio)

Se una persona ha attacchi ripetuti, oppure sente una forte ansia riguardo alla possibilità di avere un altro attaccro, allora si dice che ha un “disturbo da attacchi di panico” o DAP.

Gli  Attacchi di Panico possono essere causati dalla situazione, nei casi in cui l’attacco si manifesta subito dopo l’esposizione o nell’attesa di un evento o fattore scatenante (ad esempio trovarsi in mezzo alla folla o in macchina da soli) oppure inaspettati, cioè quelli in cui il soggetto non associa l’esordio dell’attacco con un fattore scatenante.

Negli Attacchi di Panico inaspettati solitamente la paura è più intensa e la persona pensa di morire o impazzire, o avere un infarto o perdere il controllo. Infatti, la maggior parte delle persone che soffre di attacchi di panico riferisce paura di morire, di “impazzire” o perdere il controllo su emozioni e comportamento. 
Si parla di “paura della paura”. Infatti quasi sempre, tra un attacco e l’altro la persona vive nel terrore che si possa ripetere l’attacco di panico e adotta meccanismi di evitamento che servirebbero da prevenzione, ma in realtà è proprio questa paura che favorisce il meccanismo di mantenimento del disturbo di attacco di panico.
AVETE MAI AVUTO QUESTI SINTOMI?

martedì 2 febbraio 2016

LO STRESS PUO' ESSERE CONTAGIOSO!

Basta osservare una persona stressata per dover affrontare un aumento dei livelli di cortisolo
Basta osservare una persona stressata per provocare un aumento dei livelli di cortisolo, l'ormone dello stress. Questo è quello che hanno dimostrato Veronika Engert e colleghi del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Lipsia e della Technische Universität di Dresda, con uno  studio pubblicato sulla rivista Psychoneuroendocrinology. Gli studiosi si sono chiesti se lo stress inevitabilmente presente intorno a noi possa avere il potenziale di 'contagiarci', essenso proprio lo stress uno dei disturbi psicologici più diffusi. 
Per verificarlo è stato chiesto ai soggetti di osservare altre persone sottoposte a uno stress psicologico e sono stati misurati i livelli di cortisolo. Ne è emerso che, nel 26% dei casi i livelli dell'ormone aumentavano nonostante non si fosse i bersagli diretti dello stress psicologico ed anche se la persona osservata era un estraneo. E addirittura nel caso in cui si osservassero persone care il cortisolo aumentava nel 40% dei casi. Infine, questo accdeva sia se si trattava di un'osservazione “in diretta”, sia tramite video, quindi come spiega Engert "anche i programmi televisivi che ci mettono a confronto con il dolore possono aumentare i livelli di stress negli spettatori”. La scoperta della natura empatica dello stress può avere implicazioni importanti in termini di sviluppo di malattie associate a una vita stressante e ci fa capire quanto sia importante non trascurare i nostri livelli di stress ma adottare strategie mirate per contrastarlo!!

ARTICOLO TRATTO DA "SALUTE 24"

martedì 26 gennaio 2016

SIAMO NOI GLI ARTEFICI DELLA NOSTRA ANSIA?





Di fronte a molte difficoltà della vita quotidiana ciascuno di noi prova noormalmente un sentimento di preoccupazione, una sorta di ansia che potremmo definire appropriata, in quanto ci permette di tenerci lontano dai pericoli e di renderci conto delle situazioni negative. Ma spesso questa preoccupazione rischia di tramutarsi in qualcosa di nocivo che sfugge al nostro controllo e ci conduce al panico, all'apprensione ossessiva ed a fobie che ci impediscono di vivere serenamente. Spesso sono proprio i nostri pensieri, convinzioni, e le attribuzioni che diamo a noi stessi e agli altri che creano quell'ansia nociva. Per questo è POSSIBILE riprendere il controllo delle nostre reazioni emotive e controllare l'ansia prima che sia lei a controllarci!
Posso suggerirti tecniche per comprendere da dove nasce l' ansia e come tenerla sotto controllo.

Per informazioni: D.ssa Sara Battezzato

venerdì 15 gennaio 2016

LA PSICOLOGIA NON È SOLO CURA DI UNA PATOLOGIA MENTALE!! MA È PROMOZIONE DEL BENESSERE PSICO-FISICO E MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DI VITA



La psicologia del benessere ha l’obiettivo di incrementare il benessere del’individuo  e promuovere la crescita personale, attraverso tecniche che aiutano a
  • stare bene con se stessi e con gli altri
  • realizzare se stessi e raggiungere i propri obiettivi
  • prendere decisioni     
  • risolvere difficoltà nelle relazioni
  • sapere affrontare gli eventi stressanti


Nell'ambito della psicologia del benessere vengono proposti:
Corsi per la gestione dello Stress
Sedute individuali o collettive di rilassamento e training autogeno 
Corsi ed incontri per incrementare Autostima e Autoefficacia
Percorsi di Training Motivazionale, per sostenere il cambiamento verso uno stile di vita più sano (tabagismo, insonnia, scarsa attività fisica,..)

Per info contattami:  http://psicologia-voghera.blogspot.it/p/blog-page_7.html

venerdì 30 gennaio 2015

UN SEMPLICE ESERCIZIO CONTRO L'ANSIA: LA RESPIRAZIONE ADDOMINALE



Un modo efficace per gestire l’ansia è quello di imparare una tecnica di rilassamento
Grazie all’aiuto di un professionista, potrai imparare esercizi che ti permetteranno di migliorare la propria capacità di intervenire sulla componente fisiologica dell’ansia e quindi gestirne al meglio i sintomi.
Ad esempio, un semplice esercizio, che risulta però molto valido, è la respirazione addominale. Spesso, infatti, in  situazioni stressanti oppure quando siamo ansiosi, siamo portati a effettuare una respirazione rapida e poco profonda, spesso localizzata nella zona toracica.
In questi casi, invece, è utile effettuare una respirazione più corretta e profonda, la respirazione addominale o diaframmatica.

ESECUZIONE:

La respirazione addominale può essere praticata nella postura che sentite più adatta a voi: da sdraiati con le gambe distese o piegate con le piante dei piedi poggiate a terra, seduti con la schiena dritta ma non rigida ed i piedi poggiati sul pavimento, seduti a terra in una posizione comoda. Insomma, nel modo in cui vi sentite più a vostro agio.
L’ambiente deve essere il più possibile tranquillo per evitare di essere disturbato.

mercoledì 28 gennaio 2015

COME GESTIRE ANSIA E STRESS?



Ecco un elenco di consigli per imparare a gestire l’ansia e lo stress: 



  • adottare uno stile di vita sano: attenzione all’alimentazione, riposo e regolare esercizio fisico
  • avere cura del proprio tempo libero e mantenere relazioni sociali 
  • ascoltare il proprio corpo e, quando ci si sente affaticati, trovare il modo di sospendere l’attività, anche solo per qualche minuto 
  • imparare a riconoscere segnali disfunzionali di stress
  • adottare uno stile di comunicazione assertiva
  • imparare a riconoscere ed esprimere le emozioni
  • migliorare la respirazione utilizzando più il diaframma 
  • utilizzare tecniche di rilassamento 
  • chiedere aiuto ad un esperto: lo psicologo può insegnare a raggiungere la condizione di benessere attraverso training di gestione dell’ansia e tecniche di rilassamento

Nel prossimo post un utile esercizio di respirazione!!

martedì 1 aprile 2014

LO STRESS

Il termine "stress" evoca immediatamente stati di disagio o malattia, ma questo è vero solo in parte, perché in realtà è una condizione fisiologica, una reazione naturale dell'organismo alle situazioni nuove. Ogni stimolo proveniente dall'ambiente produce una risposta di adattamento in chi lo percepisce. Lo stress quindi rappresenta la capacità di reagire ad un evento particolare al fine di uscire dalla situazione di pericolo. Quotidianamente ci confrontiamo con una vasta gamma di eventi che puo' essere causa della modifica del nostro equilibrio richiedendoci di attivare tutti quei meccanismi di adattamento che ci servono. Ma quando lo stress diventa pericoloso e può farci ammalare? Succede quando è troppo intenso e l'adattamento richiesto è troppo difficile da attuare. Parliamo in qusto caso di "distress", come oposto all''eustress", quando la richiesta adattativa è superiore alla nostra capacità di gestire la situazione. E' lo stress negativo prodotto dalla cronicizzazione degli stimoli stressanti.