giovedì 21 aprile 2016

ALZHEIMER: i 10 sintomi premonitori

Il sintomo primario della Demenza di Alzheimer è la perdita di memoria. Tutti noi possiamo manifestare difficoltà nelle abilità sottoelencate ma solo saltuariamnete e senza che esse influenzino la nostra vita quotidiana. Per un malato di Alzheimer invece questi diventano sintomi invalidanti e sempre presenti.
 
1. Perdita di memoria che compromette la capacità lavorativa. 
E' normale, di quando in quando, dimenticare un compito, una scadenza o il nome di un collega, ma la dimenticanza frequente o un’inspiegabile confusione mentale a casa o sul lavoro può significare che c’è qualcosa che non va.
2. Difficoltà nelle attività quotidiane. 
Una persona molto impegnata può confondersi di tanto in tanto: per esempio dimenticare qualcosa sui fornelli accesi o non ricordare di servire parte di un pasto. Il malato di Alzheimer potrebbe preparare un pasto e non solo dimenticare di servirlo ma anche scordare di averlo fatto.
3. Problemi di linguaggio.
A tutti può essere capitato di avere una parola “sulla punta della lingua”, ma il malato di Alzheimer può dimenticare parole semplici o sostituirle con parole improprie rendendo quello che dice difficile da capire.
4. Disorientamento nel tempo e nello spazio.
E’ normale dimenticare che giorno della settimana è o quello che si deve comprare, ma il malato di Alzheimer può perdere la strada di casa, non sapere dove è e come ha fatto a trovarsi là.
5. Diminuzione della capacità di giudizio.
Scegliere di non portare una maglia o una giacca in una serata fredda è un errore comune, ma un malato di Alzheimer può vestirsi in modo inappropriato, indossando per esempio un accappatoio per andare a fare la spesa o due giacche in una giornata calda.
6. Difficoltà nel pensiero astratto. 
Compilare un libretto degli assegni può essere difficile per molta gente, ma per il malato di Alzheimer riconoscere i numeri o compiere calcoli può essere impossibile.
7. La cosa giusta al posto sbagliato. 
A chiunque può capitare di riporre male un portafoglio o le chiavi di casa. Un malato di Alzheimer, però, può mettere questi e altri oggetti in luoghi davvero singolari, come un ferro da stiro nel congelatore o un orologio da polso nel barattolo dello zucchero, e non ricordarsi come siano finiti là.
8. Cambiamenti di umore o di comportamento. 
Tutti quanti siamo soggetti a cambiamenti di umore, ma nel malato di Alzheimer questi sono particolarmente repentini e senza alcuna ragione apparente.
9. Cambiamenti di personalità. 
Invecchiando tutti possiamo cambiare la personalità, ma un
malato di Alzheimer la può cambiare drammaticamente: da tranquillo diventa irascibile, sospettoso o diffidente.
10. Mancanza di iniziativa. 
 E' normale stancarsi per le faccende domestiche, il lavoro o gli impegni sociali, ma la maggior parte della gente mantiene interesse per le proprie attività. Il malato di Alzheimer lo perde progressivamente: in molte o in tutte le sue solite attività.
 
Se notate uno qualsiasi dei 10 segni premonitori di Alzheimer in voi stessi o qualcuno che conoscete non ignorateli. Prenotate un check-up cognitivo!! 
 
 elenco tratto da: Federazione Alzheimer Italia, info@alzheimer.it

venerdì 19 febbraio 2016

ATTACCHI DI PANICO: QUALI SONO I SINTOMI?



Un attacco di panico è un periodo di paura o disagio intensi, tipicamente con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai trenta minuti. I sintomi, che si sviluppano improvvisamente e raggiungono il picco nel giro di 10 minuti, includono:

  • sensazione di soffocamento o asfissia
  • tachicardia
  • tremore
  • sudorazione
  • nausea
  • vertigini
  • iperventilazione
  • parestesie (sensazione di formicolio)

Se una persona ha attacchi ripetuti, oppure sente una forte ansia riguardo alla possibilità di avere un altro attaccro, allora si dice che ha un “disturbo da attacchi di panico” o DAP.

Gli  Attacchi di Panico possono essere causati dalla situazione, nei casi in cui l’attacco si manifesta subito dopo l’esposizione o nell’attesa di un evento o fattore scatenante (ad esempio trovarsi in mezzo alla folla o in macchina da soli) oppure inaspettati, cioè quelli in cui il soggetto non associa l’esordio dell’attacco con un fattore scatenante.

Negli Attacchi di Panico inaspettati solitamente la paura è più intensa e la persona pensa di morire o impazzire, o avere un infarto o perdere il controllo. Infatti, la maggior parte delle persone che soffre di attacchi di panico riferisce paura di morire, di “impazzire” o perdere il controllo su emozioni e comportamento. 
Si parla di “paura della paura”. Infatti quasi sempre, tra un attacco e l’altro la persona vive nel terrore che si possa ripetere l’attacco di panico e adotta meccanismi di evitamento che servirebbero da prevenzione, ma in realtà è proprio questa paura che favorisce il meccanismo di mantenimento del disturbo di attacco di panico.
AVETE MAI AVUTO QUESTI SINTOMI?

martedì 2 febbraio 2016

LO STRESS PUO' ESSERE CONTAGIOSO!

Basta osservare una persona stressata per dover affrontare un aumento dei livelli di cortisolo
Basta osservare una persona stressata per provocare un aumento dei livelli di cortisolo, l'ormone dello stress. Questo è quello che hanno dimostrato Veronika Engert e colleghi del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Lipsia e della Technische Universität di Dresda, con uno  studio pubblicato sulla rivista Psychoneuroendocrinology. Gli studiosi si sono chiesti se lo stress inevitabilmente presente intorno a noi possa avere il potenziale di 'contagiarci', essenso proprio lo stress uno dei disturbi psicologici più diffusi. 
Per verificarlo è stato chiesto ai soggetti di osservare altre persone sottoposte a uno stress psicologico e sono stati misurati i livelli di cortisolo. Ne è emerso che, nel 26% dei casi i livelli dell'ormone aumentavano nonostante non si fosse i bersagli diretti dello stress psicologico ed anche se la persona osservata era un estraneo. E addirittura nel caso in cui si osservassero persone care il cortisolo aumentava nel 40% dei casi. Infine, questo accdeva sia se si trattava di un'osservazione “in diretta”, sia tramite video, quindi come spiega Engert "anche i programmi televisivi che ci mettono a confronto con il dolore possono aumentare i livelli di stress negli spettatori”. La scoperta della natura empatica dello stress può avere implicazioni importanti in termini di sviluppo di malattie associate a una vita stressante e ci fa capire quanto sia importante non trascurare i nostri livelli di stress ma adottare strategie mirate per contrastarlo!!

ARTICOLO TRATTO DA "SALUTE 24"